TAPPE
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Il primo momento è costituito dall’ANAMNESI: il Pedagogista Clinico durante questa fase ha l’obiettivo di raccogliere informazioni. L’anamnesi della Pedagogia Clinica si basa su un colloquio, mettendo a proprio agio la persona nello stare insieme all’altro e ponendo l’attenzione su basilari notizie, utili per definire gli obiettivi, gli interessi e gli strumenti da utilizzare nel percorso. Il colloquio offre alla persona i tempi necessari alla riflessione, stimolando l’autoconoscenza e la riflessione sul sé. Il percorso di un BAMBINO e di un ADOLESCENTE inizia solitamente con un colloquio tra il Pedagogista Clinico ed i suoi i genitori; nel secondo incontro i familiari accompagnano il bambino o il ragazzo, e viene spiegato il cammino che verrà intrapreso, così da responsabilizzare la persona e creare un rapporto di verità e fiducia.
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Dopo il momento del colloquio anamnestico, il Pedagogista Clinico propone alcuni ESAMI STRUMENTALI che possono permetergli di avere un quadro conoscitivo ampio e coerente. Essi possono essere:
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Color Test di Lusher;
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Graphonages: test dell’albero, della casa, della famiglia, della persona;
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Test delle stelle e onde;
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Disegni onirici;
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Test cognitivi e di memoria;
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Test dell’ansia;
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Test proiettivi.
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Il momento successivo consiste nell’elaborazione di una DIAGNOSI PEDAGOGICO CLINICA, che descrive lo stato reale della persona, i reali disturbi o disagi vissuti. Essa non è costruita da termini scientifici ricercati, ma cerca di delineare il quadro che si è venuto a creare attraverso le informazioni raccolte durante il colloquio anamnestico, dai test e in tutte le occasioni di relazione con la persona.
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Dopo la diagnosi avviene una SINTESI, in cui il Pedagogista Clinico comunica alla persona ciò che è emerso dal momento anamnestico, dando spazio alle riflessioni dell’altra persona, creando così un momento di confronto. La sintesi verrà descritta ai genitori, nel caso di un bambino o di un ragazzo.
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Il Pedagogista Clinico giunge ad un’IPOTESI DI LAVORO: questo programma di interventi viene comunicato alla persona, sottolineando la possibilità di modificare le proposte durante il percorso, poiché tutte le attività dovrebbero calibrarsi ed essere adeguate costantemente alla persona, alle sue risposte ed alle sue necessità.
Durante questa fase il Pedagogista Clinico può proporre ai genitori del bambino o dell’adolescente un incontro con gli insegnanti, raccogliendo così informazioni sulle abitudini, sull’aspetto cognitivo e relazionale in ambito scolastico.
TIPOLOGIE DI INTERVENTI
Gli interventi del Pedagogista Clinico sono mirati dapprima all’equilibrio emotivo e relazionale, e successivamente indirizza gli interventi a:
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Sviluppare e potenziare abilità espressive, elocutorie, d’organizzazione, motorie, comunicative e relazionali
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Creare un PARENT-TRAINING, cioè un percorso parallelo di sostegno ai genitori per creare una continuità nell’ambito familiare;
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Creare un TEACHER-TRAINING, cioè una serie di incontri con gli insegnanti per creare un confronto, uno scambio di informazioni e metodologie nella scuola;
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Accompagnare alla scoperta ed accettazione del sé;
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Placare tensioni ed ansia;
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Affrontare difficoltà relazionali, nella famiglia;
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Sviluppare abilità comunicativo - relazionali, per superare conflitti di coppia;
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Fronteggiare vissuti di lutti, separazioni o divorzi; Intraprendere un percorso di riappropriazione del sé corporeo, di scoperta del sé in persone con una disabilità;
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Creare percorsi di sviluppo di abilità come attenzione e concentrazione;
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Sviluppare la capacità di organizzazione;
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Superare difficoltà comunicative, di concentrazione e di relazione legate all’ansia.
